Sempre più di frequente si sente parlare di episodi di aggressività ad opera di minori, attraverso il fenomeno delle cosiddette baby gang che, sempre più spesso, sono protagoniste di tristi fatti di cronaca. Il numero di aggressioni ai danni di giovani minorenni è in crescita in questi anni, come l'aumento dei casi di violenza firmati da coetanei o conoscenti di un'età prossima a quella delle vittime. Diversi fatti di cronaca vedono inoltre il gruppo protagonista di drammatici fatti di cronaca che, con le sue azioni, rende giovani minorenni schiave del senso di vergogna e di umiliazione, che spesso le fa desistere dal denunciare l'accaduto. A tutte queste giovani donne vorrei dedicare un pensiero di solidarietà, per incoraggiarle ad uscire dal silenzio.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere.
Alda Merini
giovedì 18 febbraio 2010
lunedì 21 settembre 2009
Un Padre-Padrone per Sanaa
Risale a pochi giorni fa l'ennesimo fatto di violenza verso le donne che sconvolge l'Italia.
Sanaa Dafani marocchina di appena 18 anni è stata brutalmente assinata dal padre, incapace di accettare i cambiamenti e lo stile di vita della figlia, colpevole, agli occhi del padre, di offendere le tradizioni religiose della fede musulmana.
Dopo la tragedia scoppiano le polemiche: c'è chi attacca la religione, chi la scarsa integrazione della famiglia, c'è chi vede come reale motivo del delitto una presunta depressione del padre...E nessuno si ferma a pensare che la vita di Sanaa è stata stroncata a soli 18 anni mentre il suo sogno di indipendenza e felicità si realizzava.
Sanaa come la giovane Hina è stata uccisa perchè aveva deciso di aprirsi alla cultura occidentale, perchè era divenuta cosciente di poter decidere della propria vita, senza doversi per forza piegare alla volontà di un padre che viveva con vergogna il fatto di dover cedere alla figlia.
Risale a pochi giorni fa l'ennesimo fatto di violenza verso le donne che sconvolge l'Italia.
Sanaa Dafani marocchina di appena 18 anni è stata brutalmente assinata dal padre, incapace di accettare i cambiamenti e lo stile di vita della figlia, colpevole, agli occhi del padre, di offendere le tradizioni religiose della fede musulmana.
Dopo la tragedia scoppiano le polemiche: c'è chi attacca la religione, chi la scarsa integrazione della famiglia, c'è chi vede come reale motivo del delitto una presunta depressione del padre...E nessuno si ferma a pensare che la vita di Sanaa è stata stroncata a soli 18 anni mentre il suo sogno di indipendenza e felicità si realizzava.
Sanaa come la giovane Hina è stata uccisa perchè aveva deciso di aprirsi alla cultura occidentale, perchè era divenuta cosciente di poter decidere della propria vita, senza doversi per forza piegare alla volontà di un padre che viveva con vergogna il fatto di dover cedere alla figlia.
martedì 26 maggio 2009
NASCE IL REATO DI STALKING
Lo stalking, dall'inglese persecuzione e pedinamento, è un'attività minacciosa e molesta che con il tempo si evolve in violenza sessuale e omicidio.
Il molestatore, il violentatore, non ha un volto sconosciuto. La maggior parte delle violenze sessuali sulle donne è commesso da conoscenti, parenti, amici, ex fidanzati, ex mariti. E frequentemente si tratta di violenze annunciate dalle telefonate ossessive, dai pedinamenti, dalle minacce, da un’invadenza degli spazi personali che si fa sempre più pressante.
Per l’Osservatorio nazionale stalking le molestie in un caso su due sono a opera di ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma possono essere compiute anche da conoscenti, colleghi o estranei: almeno il 20 per cento di italiani, soprattutto donne, ne sono stati vittime dal 2002 al 2007.
Per questo, il Governo ha approvato il Decreto Legge 23 febbraio2009, n. 11, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24.2.2009, dal titolo “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”.
I molestatore che causa un perdurante stato d'ansia o di paura da generare timore per la propria incolummità o di un prossimo congiunto legato allo stessoa tal punto da far cambiare il proprio stile di vita è punito con la reclusone da sei a quattro anni
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità, ovvero con armi o da persona travisata. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi.
Il molestatore, il violentatore, non ha un volto sconosciuto. La maggior parte delle violenze sessuali sulle donne è commesso da conoscenti, parenti, amici, ex fidanzati, ex mariti. E frequentemente si tratta di violenze annunciate dalle telefonate ossessive, dai pedinamenti, dalle minacce, da un’invadenza degli spazi personali che si fa sempre più pressante.
Per l’Osservatorio nazionale stalking le molestie in un caso su due sono a opera di ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma possono essere compiute anche da conoscenti, colleghi o estranei: almeno il 20 per cento di italiani, soprattutto donne, ne sono stati vittime dal 2002 al 2007.
Per questo, il Governo ha approvato il Decreto Legge 23 febbraio2009, n. 11, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24.2.2009, dal titolo “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”.
I molestatore che causa un perdurante stato d'ansia o di paura da generare timore per la propria incolummità o di un prossimo congiunto legato allo stessoa tal punto da far cambiare il proprio stile di vita è punito con la reclusone da sei a quattro anni
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità, ovvero con armi o da persona travisata. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi.
STAFFETTA DI DONNE contro la VIOLENZA sulle DONNE
L'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune per la prima volta ha accolto a Cesenatico, il 6 Maggio, la staffetta contro la violenza alle donne, inizativa dell'unione donne in Italia.
La staffetta è partita da Niscemi il 25 novembre del 2008, dove è stata assassinata Lorena, e si chiude esattamente un anno dopo a Brescia dove è stata sgozzata Hiina.
Il simbolo che l'UDI ha deciso di utilizzare come testimone di questa forte esperienza è un'anfora a due manici portata da due donne che la consegneranno ad altre due, dove all'interno verranno inseriti messaggi contro la violenza sulle donne.
L'anfora è arrivata alla stazione di Cesenatico dove è avvenuta la consegna a due donne appartenenti all'UDI della nostra provincia.
Dalla stazione è stata portata alla sala consigliare dove il sindaco, l'Assesore alle Pari Opportunità e alcune rappresentanti del Centro Donna e della Commissione Pari Opportunità hanno ricevuto i ragazzi del liceo Scientifico di Cesenatico, i quali hano letto i loro pensieri contro la violenza alle donne e sotto forma di bigliettini li hanno inseriti all'interno dell'anfora.
Nel pomeriggio la staffetta è ripartita da Cesenatico per raggiungere Gatteo Mare.
La staffetta è partita da Niscemi il 25 novembre del 2008, dove è stata assassinata Lorena, e si chiude esattamente un anno dopo a Brescia dove è stata sgozzata Hiina.
Il simbolo che l'UDI ha deciso di utilizzare come testimone di questa forte esperienza è un'anfora a due manici portata da due donne che la consegneranno ad altre due, dove all'interno verranno inseriti messaggi contro la violenza sulle donne.
L'anfora è arrivata alla stazione di Cesenatico dove è avvenuta la consegna a due donne appartenenti all'UDI della nostra provincia.
Dalla stazione è stata portata alla sala consigliare dove il sindaco, l'Assesore alle Pari Opportunità e alcune rappresentanti del Centro Donna e della Commissione Pari Opportunità hanno ricevuto i ragazzi del liceo Scientifico di Cesenatico, i quali hano letto i loro pensieri contro la violenza alle donne e sotto forma di bigliettini li hanno inseriti all'interno dell'anfora.
Nel pomeriggio la staffetta è ripartita da Cesenatico per raggiungere Gatteo Mare.
giovedì 4 settembre 2008
A Cesenatico tre giorni per riflettere sul tema della violenza verso le donne, un problema che tuttora rappresenta una vera e propria piaga sociale per cui ancora non sono state trovate risposte adeguate.
L'evento "La violenza sulle donne-tre giorni per riflettere" è stato promosso dall'associazione "Per le donne" , insieme all'Assessorato Pari Opportunità di Cesenatico.
Durante le tre serate verranno letti testi e poesie ; verrà proposto uno spettacolo teatrale e sarà presentato un libro, per far riflettere i presenti su un tema tanto attuale ai nostri giorni. Vi ricordo che l'evento si svolgerà:
venerdì 5 settembre alle ore 17,30
sabato 6 settembre alle ore 20,45
domenica 7 settembre alle ore 20,45
presso il museo della Marineria-Porto Canale Leonardesco
L'evento "La violenza sulle donne-tre giorni per riflettere" è stato promosso dall'associazione "Per le donne" , insieme all'Assessorato Pari Opportunità di Cesenatico.
Durante le tre serate verranno letti testi e poesie ; verrà proposto uno spettacolo teatrale e sarà presentato un libro, per far riflettere i presenti su un tema tanto attuale ai nostri giorni. Vi ricordo che l'evento si svolgerà:
venerdì 5 settembre alle ore 17,30
sabato 6 settembre alle ore 20,45
domenica 7 settembre alle ore 20,45
presso il museo della Marineria-Porto Canale Leonardesco
lunedì 28 luglio 2008
Chi sono le ragazze madri?
Molti sono convinti che possano essere definite "ragazze madri" giovani donne dai 14 ai 17 anni che rimangono in cinta e decidono di portare avanti la loro gravidanza. In realtà il gruppo di donne che rientrano in questa definizione è molto più ampio e testimoniano una complessa esperienza di vita, contrassegnata da tante difficoltà e da altrettante gioie. La ragazza madre potrebbe allora essere definita una madre che decide di portare a termine una gravidanza e di crescere un figlio da sola con grande coraggio e amore.
Se nel 1600 le ragazze madri erano viste in cattiva luce e spesso venivano socialmente emarginate, oggi la nostra società, specialmente dopo gli anni 70'' , tutela e dà sostegno a queste donne e ai loro figli.
Molti sono convinti che possano essere definite "ragazze madri" giovani donne dai 14 ai 17 anni che rimangono in cinta e decidono di portare avanti la loro gravidanza. In realtà il gruppo di donne che rientrano in questa definizione è molto più ampio e testimoniano una complessa esperienza di vita, contrassegnata da tante difficoltà e da altrettante gioie. La ragazza madre potrebbe allora essere definita una madre che decide di portare a termine una gravidanza e di crescere un figlio da sola con grande coraggio e amore.
Se nel 1600 le ragazze madri erano viste in cattiva luce e spesso venivano socialmente emarginate, oggi la nostra società, specialmente dopo gli anni 70'' , tutela e dà sostegno a queste donne e ai loro figli.
lunedì 5 maggio 2008
Se volete approfondire il tema dell' immigrazione femminile sul nostro territorio e scoprire quali sono i servizi e i progetti finalizzati a dare un sostegno alle donne immigrate, siete invitati a partecipare alla tavola rotonda: " Immigrazione al femminile: verso nuove prospettive " che si terrà il 12 Maggio 2008 alle ore 9:15 presso la sala convegni del Museo della Marineria sul Porto Canale di Cesenatico. All' evento parteciperanno diversi esperti sul tema, operatori dei servizi e donne immigrate inserite da anni nella nostra comunità.
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