Lo stalking, dall'inglese persecuzione e pedinamento, è un'attività minacciosa e molesta che con il tempo si evolve in violenza sessuale e omicidio.
Il molestatore, il violentatore, non ha un volto sconosciuto. La maggior parte delle violenze sessuali sulle donne è commesso da conoscenti, parenti, amici, ex fidanzati, ex mariti. E frequentemente si tratta di violenze annunciate dalle telefonate ossessive, dai pedinamenti, dalle minacce, da un’invadenza degli spazi personali che si fa sempre più pressante.
Per l’Osservatorio nazionale stalking le molestie in un caso su due sono a opera di ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma possono essere compiute anche da conoscenti, colleghi o estranei: almeno il 20 per cento di italiani, soprattutto donne, ne sono stati vittime dal 2002 al 2007.
Per questo, il Governo ha approvato il Decreto Legge 23 febbraio2009, n. 11, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24.2.2009, dal titolo “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”.
I molestatore che causa un perdurante stato d'ansia o di paura da generare timore per la propria incolummità o di un prossimo congiunto legato allo stessoa tal punto da far cambiare il proprio stile di vita è punito con la reclusone da sei a quattro anni
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità, ovvero con armi o da persona travisata. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi.
martedì 26 maggio 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento